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La Valle d'Itria
La Valle d’Itria territorialmente è compresa tra le province di Brindisi, Bari e Taranto; per meglio precisare, si adagia tra le località di Cisternino (BR), Locorotondo (BA) e Martina Franca (TA).

La valle è una depressione carsica fertilissima, una ridente pianura tutta punteggiata dalle caratteristiche “casedde” a trullo, espressione dell’architettura spontanea contadina.
Pare che le ragioni storiche del trullo, come costruzione a secco, siano da ricondurre all’abuso di potere con il quale il feudatario poteva allontanare a suo piacimento il colono dalla terra senza riconoscergli alcun diritto. La tradizione vuole che nel medioevo, in occasione delle visite regie di verifica, il conte facesse abbattere notte tempo le “casedde” costruite a secco e sgomberare gli abitanti, alcune volte le faceva ricostruire con altrettanta velocità non appena il pericolo era passato.
Sempre nel medioevo, nella Valle d’Itria,piena di boschi,la Serenissima mandava a pascolare i cavalli del suo esercito.Ancora oggi la valle è ricca di piccole macchie boschive e di rovi appoggiati sui muretti a secco che dividono i campi. I muretti sono costruiti con pietre (chianche) che i contadini da sempre estraggono dalla terra per renderla coltivabile; questo semplice tipo di materiale, le chiancarelle, viene utilizzato per la costruzione dei trulli e di molti altri esempi di architettura spontanea presente nelle campagne.Aggiungiamo che queste architetture sono comuni a tutto il Mediterraneo, vedasi le analogie con i “nuraghi” sardi, i “bories” francesi e le costruzioni simili esistenti in Turchia.

L’architettura del trullo ruota intorno all’innesto di una forma conica su una sottostante struttura solitamente cubica, e propone la singolare geometria della cosìddetta falsa cupola ottenuta mediante la sovrapposizione di filari concentrici di chiancarelle che vanno via via avvicinandosi al centro. Tipico é l’elemento cuspidato, e cioè la punta del trullo che termina con una sfera o con un pinnacolo dalle forme più svariate. Spesso sui coni si ritrovano, tracciati con latte di calce, disegni sacri e profani, stelle, croci, mezze lune, simboli astrali. Gli ingressi ai trulli più antichi si distinguono per la presenza di un'architrave di pietra con sovrastante arco di scarico; spesso l’innesto dell’ingresso modifica la forma conica della copertura inserendosi in essa e prendendo la forma di un piccolo frontone sporgente. Le parti significative della costruzione a trullo sono fondamentalmente due: lo spazio centrale quadrato (coperto dalla falsa cupola cui corrisponde il tetto conico) e alcuni spazi laterali cui sono attribuite specifiche funzioni, quali il dormire o il cucinare. Questi spazi all’esterno danno origine a protuberanze o trulli più piccoli che si raccordano al cono principale.

L’immagine dei trulli trova la consacrazione assoluta e monumentale nella città di Alberobello, da poco entrata a fare parte del Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.

Numerosi sono i turisti che d’estate scelgono di villeggiare nei freschi trulli della Valle d’Itria.
 
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